Pandemia e lavoro: lo smart working sarà la nuova normalità?

Sono 5,3 milioni gli smart worker stimati nel post pandemia

In molte società ed imprese si consolidano e aumentano gli accordi per uno smart working flessibile che dia libertà ai dipendenti di scegliere come alternare il lavoro da sede e da casa. A dimostrarlo è  l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, che ha stimato che ci saranno 5 milioni e 350 mila persone in lavoro agile nello scenario post Covid-19. Questo significa che gli smart worker potrebbero essere dieci volte di più rispetto al 2019.

La casa farmaceutica Bayer, ad esempio, ha definito con i sindacati un accordo guidato da flessibilità, sostenibilità e integrazione fra vita e lavoro. Una volta definita la pianificazione con il proprio responsabile, il lavoratore potrà, infatti, scegliere di lavorare da casa o andare in ufficio per esigenze di servizio. Sanofi ha perfino concesso lo smartworking fino a 5 giorni a settimana, fornendo ai propri dipendenti dotazioni informatiche, sedia ergonomica, lampada e rimborso in note spesa per la connessione. Un modo che consente ai lavoratori di dare il proprio contributo dove, quando e come vogliono.

Smart working post Covid: oltre 5 milioni saranno i lavoratori agili

Per il futuro sembra quindi affermarsi un modello elastico di lavoro da casa, come quello adottato anche da Accenture. La multinazionale ha introdotto un accordo individuale che prevede la possibilità di lavorare in modalità agile fino a 3 giorni a settimana, che possono diventare 5 in caso di particolare necessità di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Nel post Covid “sarà fondamentale adottare un approccio ibrido tra casa e ufficio. Siamo stati pionieri in Italia dello smart working già dal 2009 e negli ultimi anni ci siamo fatti promotori di un nuovo modello che necessita di un cambiamento culturale” dice Anna Nozza, responsabile delle risorse umane di Accenture. I dipendenti, invece, di Zurich Italia, in smart working da febbraio scorso, procederanno al 100% da remoto fino a settembre.

Dal sondaggio di Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio smart working del Politecnico di Milano, è emerso che solo una parte di attività nel post pandemia verranno svolte in sede: la socializzazione con i colleghi, gli incontri con ospiti ed esterni, le attività di recruiting, l’inserimento e induction dei nuovi assunti. Inoltre più della metà delle aziende che sono state analizzate sta valutando di riprogettare gli spazi o di cambiare le regole di utilizzo degli ambienti, che saranno più flessibili e riconfigurati per le attività che ha senso fare in sede. L’obiettivo di oggi, proiettandosi nel futuro, è quello di “trovare il corretto equilibrio tra presenza fisica e lavoro da casa” come dice Pirelli.

Proprio in questo scenario gli spazi di coworking diventeranno sempre più centrali all’interno dell’ecosistema cittadino. Flexworking, a due passi dal Duomo di Milano e con spazi a misura d’uomo, rappresenta un’ottima alternativa al lavoro da casa. Contatta il nostro spazio di coworking al numero 02.87226977, invia una mail a info@flexworking.it o visita il nostro sito www.flexworking.it.

Categories: Smartworking

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